A fronte di necessità sempre più impegnative, le capacità e le competenze richieste nell’attività di “Pest Management” sono in costante aumento. Ciò, per il “Pest Manager”, implica possedere solide basi tecniche e adeguate conoscenze scientifiche. Ogni aspetto della professione è coinvolto, e che si tratti dall’organizzazione del lavoro, delle metodologie operative, della scelta degli strumenti o dello smaltimento dei rifiuti, un adeguato bagaglio culturale e professionale è indispensabile.

Rispetto al passato, le normative cogenti e volontarie spingono decisamente i servizi di “Pest Management” verso un approccio assai più impegnativo e qualitativamente qualificato, ma nel contempo si restringe la disponibilità di sostanze attive. La lotta agli infestanti è ormai una necessità inderogabile, ma operarne in maniera efficace e sicura il controllo significa saper implementare una gestione integrata del servizio. Gli agenti infestanti, siano essi muridi sinantropici o artropodi, ed i microrganismi patogeni possono interagire in modo decisamente importante con la nostra quotidianità, ed è fondamentale che il “Pest Manager” padroneggi le funzioni della prevenzione e del monitoraggio quale prodromo alle migliori azioni di controllo. L’evoluzione impressa al mondo della disinfestazione negli ultimi anni è davvero epocale.

Dalla revisione europea delle sostanze attive e la conseguente valutazione dei rischi specifici per l’autorizzazione dei singoli prodotti commerciali (Regolamento Biocidi), sono emerse nuove definizioni e regole che condizionano l’impiego degli insetticidi e dei rodenticidi. I protocolli privati e gli standard volontari (BRC, IFS, ISO ecc…) richiedono anche per il “Pest Management” l’applicazione di procedure di prevenzione e l’impostazione di operazioni prefigurate il cui risultato sia quantificabile con oggettività, corroborando il tutto con razionali analisi dei rischi.

L’emergenza scaturita dalla pandemia da CoViD-19 ha drammaticamente riportato alla ribalta alcune competenze professionali erroneamente credute secondarie da molti. In questo panorama, quindi, è presupposto sostanziale per il disinfestatore professionale acquisire le competenze specifiche in merito ai molteplici aspetti professionalmente rilevanti, dalla biologia degli organismi “target” alle metodologie d’intervento, puntando al minor impatto e passando per il rispetto delle normative vigenti. Allo stesso tempo è necessario aumentare i livelli di consapevolezza verso la sicurezza e la prevenzione dei rischi per l’uomo, per le specie non bersaglio e per l’ambiente, includendo in ciò anche la gestione dei rifiuti.

Tutto ciò richiede una profonda revisione della figura stessa del disinfestatore, per il quale preparazione teorico-pratica specifica e aggiornamento costante sono diventati inderogabili necessità, senza dimenticare lo standard europeo UNI EN 16636, che definisce i requisiti che le imprese di “Pest Control” devono avere. ANID, che ha letteralmente inventato la formazione nel comparto in Italia, proprio per rispondere alle nuove sfide ha pertanto deciso di evolvere la propria offerta formativa per il disinfestatore professionale. Transitando dalla modalità sin qui seguita, che continuerà tale fino alla fine dell’anno in corso, ad uno schema incentrato nella certificazione delle competenze, che si avvierà nel 2021, si istituisce il “patentino ANID del Disinfestatore e Sanificatore Professionale”.

Il nuovo “modello formativo” ha già incontrato l’approvazione delle Istituzioni italiane ed europee a cui è stato presentato, e prevede un percorso certamente assai impegnativo, tanto per il discente quanto per ANID. Implementarlo ha comportato uno sforzo notevole, il cui risultato si è concretizzato in un sostanziale cambio di paradigma che condurrà ad un grande “salto di qualità” complessiva, non solo per l’Associazione e le Imprese associate, ma per tutta la categoria. Come sempre ANID, forte del proprio passato, guida il presente e progetta il futuro

Forlì, 31 luglio 2020

 

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