In allegato riportiamo un contributo pubblicato da Italia Oggi del 6/02/2015, nel quale Franco Ricca, docente di Studi Giuridici all'Università Bocconi, esprime un proprio parere sull'applicazione del Reverse Charge per le imprese di disinfestazione, affermando che tali aziende dovrebbero essere escluse dal provvedimento. Il docente specifica, però, che in assenza di un parere definitivo da parte dell'amministrazione finanziaria, non si possono escludere al momento interpretazioni diversificate. Consigliamo di leggere il testo integrale in allegato.

Pubblichiamo l'informativa sul tema rifiuti, curata dal nostro esperto dott. Fabio Bravi.

 

Le novità apportare dalla recente normativa (1) riguardano le nuove istruzioni per la classificazione dei rifiuti che si applicano a partire dal 18 febbraio 2015 e vengono di seguito elencate.
1) la classificazione deve avvenire "in ogni caso prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione";
2) se un rifiuto è classificato con codice CER pericoloso "assoluto", esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione. In tale caso le proprietà di pericolo del rifiuto, definite da H1 ad H15, devono essere determinare al fine di procedere alla sua gestione;
3) Se un rifiuto è classificato con codice CER non pericoloso "assoluto", esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione;

Facendoo seguito a precedenti informative pubblicate nei giorni scorsi, in merito a Split Payment alleghiamo la Circolare n. 1/E del 9 febbraio 2015 emanata dall’Agenzia delle Entrate, contenente i primi chiarimenti sull’ambito soggettivo di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti, (c.d. Split Payment, di cui all’art. 1 comma 629 della legge 23 dicembre 2014, n. 190.)

 

 

 

L'iscrizione al SISTRI è obbligatoria anche per un'impresa di servizi con oltre 10 dipendenti ma che impiega solo 4 di essi nelle attività di Pest Control che originano rifiuti pericolosi? Risponde il nostro esperto dott. Fabio Bravi

 
Il D.M. n. 126 del 24 aprile 2014 ha reso facoltativo l'utilizzo del SISTRI da parte di produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi aventi fino a 10 dipendenti nell'unità locale ed operanti nei settori industriali, artigianali, commerciali, sanitari e servizi. La norma non prevede “sconti” in base al numero degli addetti impiegati effettivamente nelle mansioni operative che generano rifiuti, bensì intende la totalità degli addetti ed altresì non vi sono eccezioni sulla base della quantità dei rifiuti pericolosi prodotti.
Pertanto l'unico elemento da tener presente riguardo al numero dei dipendi è la loro eventuale ripartizione in unità locali distinte, cioè è necessario prendere in considerazione solo i dipendenti ascritti all'unità locale ove avviene la produzione del rifiuto pericoloso. Se il numero di tali dipendenti è maggiore di 10 allora è necessario provvedere all'iscrizione di quella unità locale al SISTRI1.
Per ulteriore approfondimento si veda l'informativa luglio 2014.
 

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